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VOGLIA DI VOGLIE
I nostri genitori alla nostra età avevano voglie precise.
Voglia di comprarsi la macchina.
Voglia di andare via da casa.
Voglia di fare un figlio.
Voglia di cambiare lavoro.
Voglie solide, roba che le tocchi, che le misuri, che le rincorri e quando le raggiungi ti siedi e dici "ok, ora ho questo".
Noi invece.
Noi abbiamo la voglia di voglie.
Sdraiati sul divano alle tre del pomeriggio a fare scroll infinito, in attesa che qualcosa ci prenda. Che arrivi una passione improvvisa, un'ossessione, una molla che ci faccia alzare e dire "ecco, questo è quello che voglio fare per i prossimi tre anni della mia vita".
Ma non arriva.
Allora apriamo e chiudiamo app. Storie, reel, TikTok. Mille stimoli al minuto e zero desideri veri. Si gioca a un videogioco per venti minuti, poi ci si stanca. Si inizia una serie, alla terza puntata già ci si chiede se non ci sia di meglio. Si esce, ma dopo un'ora si vorrebbe essere a casa. Si sta a casa, ma dopo un'ora si vorrebbe essere fuori.
Non è noia. È fame senza fame. È la sindrome del frigo aperto applicata all'esistenza.
E il paradosso è che abbiamo tutto. Letteralmente tutto. Qualsiasi contenuto, qualsiasi esperienza, qualsiasi connessione umana è a portata di tap. Possiamo parlare con chiunque, vedere qualsiasi film, ascoltare qualsiasi musica, comprare qualsiasi cosa.
Ma la voglia non si compra.
La voglia è 'sta roba antica, quasi preistorica, che ti prende allo stomaco e ti spinge. Quella cosa che avevamo da bambini quando volevamo quel giocattolo e non dormivamo la notte. Quando aspettavamo la puntata del cartone per una settimana intera. Quando una cotta ci faceva stare male fisicamente.
Ora le cotte le swipeamo a destra.
Forse è questo il punto. Forse abbiamo accorciato così tanto il tempo tra il desiderio e il suo appagamento che il desiderio non fa più in tempo a crescere. Muore sul nascere, soffocato dalla gratificazione istantanea. Non c'è più l'attesa, la costruzione, la rincorsa. C'è solo lo sbadiglio dopo il tap.
Allora si resta lì, con 'sta voglia di avere una voglia. Con questo prurito esistenziale che non si sa dove grattare. Con la sensazione che la vita vera sia da qualche altra parte, magari in un'epoca in cui le cose costavano fatica e per questo valevano.
O forse è solo domenica mattina e si è stanchi.
Ma voi la sentite 'sta cosa? O è solo la solita lamentela di chi romanticizza un passato che non ha nemmeno vissuto?
FINE